
Piacere.
G. G.: diciottenne cinico pessimista sognatore idealista enigmatico. Personalità complessa contrastante conflittuale in lotta con sé stessa. Interessi sicuramente non comuni alla parte maggiore della mia generazione. Praticamente quello che viene considerato un diverso in questa lurida palla gigante che si fonda sull'apparenza e la superficialità.
Che sia pessimista è un dato di fatto per chi legge ciò che scrivo, ma nessuno si chiede mai le cause di questo. Sarà forse colpa di un mondo sull'orlo del baratro che in me genera solo schifo e sconforto? Sarà forse colpa dei valori fondamentali che giacciono ormai da tempo sul fondo di qualche cassonetto della spazzatura? Sarà forse colpa del disinteresse e dell'indifferenza generale che vedo regnare intorno a me? No, nulla di tutto ciò, la colpa è tutta mia. Sono un diverso come ho già detto, in realtà va tutto bene, sono un catastrofista. Odio conformarmi, omologarmi, etichettarmi, vendermi o comprarmi, e per questo molti mi guardano con schifo, molti con rabbia, moltissimi con indifferenza, molti con compassione. A volte mi chiedo come sarebbe “essere uguale”, poi mi guardo intorno e mi passa la voglia di scoprirlo, sto bene così.
In realtà credo di essere molto più ottimista di tanti che amano l'amore, che vedono tutto rosa, che si convincono che “va tutto bene”, che credono alle pubblicità, che chiudono gli occhi, che tappano le orecchie, che aprono la bocca, ma non si arrabbiano se non per la scelta del tronista di Uomini e Donne, che passi pure inosservata l'ingiustizia dilagante in ogni angolo del mondo, che non si indignano se non per il modo un po' fuori moda di vestire dell'”amica del cuore”, vada a farsi fottere la crisi climatica ed ambientale. Sono felici, contenti, gioiosi, lieti, rilassati, e illusi, passano ogni istante a prendersi in giro, soffocano e strozzano a forza quella vocina al loro interno che cerca di urlare “non è vero, è tutta una montatura, svegliati!”.
Credono che il mondo reale sia quello visto in TV, tutto colorato, pulito e lindo, fatto di luci sfavillanti, sorrisi a tutti denti, riflettori, canzoni d'amore, balletti in tutù, abbracci e baci. Illusi che nel mondo vada tutto per il meglio non si pongono neanche il problema di migliorarlo a partire da sé stessi senza aspettare che qualcuno faccia il primo passo. Io invece credo che questo mondo sia estremamente imperfetto e sogno di poter vedere in un futuro, non so quanto vicino, segni di miglioramento. è questo il mio pessimismo: una visione critica nella speranza di qualcosa di migliore. Tutti gli ottimisti canonici, la gente “normale”, sono ottimisti per partito preso, perché è più bello e più comodo pensare che esistano solo ridenti colline in fiore e non palazzoni claustrofobici pieni di catrame: non implica alcuna reazione, che risulterebbe troppo faticosa.
Il problema è che sono convinto che questa sorta di responsabilità che sento io verso il nostro futuro, questa visione critica, sia presente in ogni essere appartenente alla specie umana, e chi non la avverte fa solo finta di non sentirla, fa orecchio da mercante, uccide ogni volta un po' una parte di sé stesso. Ride all'esterno e muore ogni giorno all'interno, con la coscienza sporca, con la consapevolezza inconscia di non aver fatto abbastanza, di non aver fatto niente.
Tranquilli, questo era solo uno sfogo, un monologo, un soliloquio, il discorso di un pazzo che parla con se stesso. Continuate a dormire, non è successo niente, tutto va meravigliosamente, non potrebbe andare meglio di così, sono solo io che mi sono sbagliato, mi sbaglio sempre.
*Kaos (ovviamente non lo conoscete, è un rapper italiano)– Karma – Il sesto senso