Io difendo la costituzione
Cartoline dall'Inferno

Scheletri

scritto direttamente dall'Inferno da peppemanga il venerdì, 26 giugno 2009,10:59

Questa è una vignetta di Vauro che ieri è stata censurata dal Corriere della Sera. Io non ci vedo nulla di scandaloso o offensivo, è satira, e la trovo anche abbastanza divertente. E ancora una volta mi rendo conto che quando si cerca di censurare la satira c'è proprio qualcosa di pericoloso che aleggia nell'aria.

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Servi

scritto direttamente dall'Inferno da peppemanga il giovedì, 25 giugno 2009,00:36

Siamo veramente caduti in basso, ed ogni giorno succede qualcosa che ce lo fa ricordare.

Forse ci siamo tanto abituati all'anomalia di avere un “premier/re dei media” che il direttore di un telegiornale può permettersi di comparire tutto sorridente in TV a raccontarci che ha fatto bene a nascondere agli occhi di tutto il paese l'esistenza di un'indagine della magistratura nei confronti del suddetto presidente Berlusconi. Nell'ambito di un'indagine basata su tanto di testimoni e registrazioni audio non capisco dove possa stare il gossip o il pettegolezzo, ma sono termini che vanno di moda in questo periodo e il direttore non poteva mancare l'occasione di dar fiato alla bocca per tenersi al passo con la moda.

Pensate che facendo una rapida ricerca sulla rete si legge di Minzolini:

A lui viene attribuita l'invenzione del minzolinismo, neologismo nato a metà degli anni '90, inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte» (Annali del lessico contemporaneo, edizioni Esedra.)

Non si sa proprio se ridere o piangere.

Cos'è cambiato allora in Minzolini per portarlo ad un eccesso di zelo tale da occultare una notizia che riguarda il premier soltanto perché da lui ritenuta infondata?

Io proprio non lo so, e non ci capisco più niente di quest'Italia malata.


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Questa è arte

scritto direttamente dall'Inferno da peppemanga il martedì, 16 giugno 2009,16:59

Al giorno d'oggi l'avanguardia in materia di leggi sulla giustizia è che le leggi non si fanno più per scovare i colpevoli bensì per salvarli.

Credo che questo fondamentale principio che ormai sta alla base della nostra cara vecchia Italia sia proprio un'invenzione dell'attuale governo. E poi dicono che il “Made in Italy” è morto!

Dobbiamo andare fieri di questo marchio di fabbrica e magari con un po' di fortuna riusciremo a esportarlo anche all'estero.

Gli avvocati di Truffolo, che come sarà noto a tutti scrivono le leggi che poi vengono firmate da Angelino Alfano, questa volta hanno superato loro stessi. Questi Picasso della legislazione, questi Mozart della norma, questi Michelangelo della giustizia, hanno superato loro stessi. Sono riusciti a inventarsi una legge senza capo né coda, che viola ogni principio logico, e sono pure riusciti a farla franca.

Gli artisti al soldo di Truffolo, novello Mecenate, hanno notato che i magistrati avevano in mano uno strumento troppo potente per svelare tutte le malefatte del loro padrone e di tutti i suoi amichetti criminali (anche di sinistra, ben inteso): le intercettazioni.

Perciò si sono fatti una domanda semplicissima: a cosa servono le intercettazioni?

A capire chi ha commesso un reato, ovviamente.

Ed è qui che è arrivato il colpo di genio. È bastato modificare una sola parola della legge per rendere di fatto inutilizzabili le intercettazioni.

Prima un PM , con l'approvazione del GIP, poteva mettere sotto controllo una persona se vi erano “gravi indizi di reato”, mentre adesso serviranno “gravi indizi di colpevolezza”, cioè il PM potrà intercettare qualcuno solo se è già sicuro che è colpevole.

Secondo le loro menti diaboliche è un sillogismo perfetto: per capire se qualcuno ha commesso un reato attraverso l'intercettazione bisognerà già essere sicuri che quel qualcuno abbia commesso il reato. Quindi di fatto con questa legge le intercettazioni saranno completamente neutralizzate.

Per salvare il culo di pochi che stanno seduti in parlamento molti crimini rimarranno sicuramente impuniti. L'omicida sarà libero di parlare al telefono con il complice senza la paura di essere ascoltato, lo stupratore sarà libero di camminare felice e spensierato per le strade della città, il truffatore sarà libero di burlarsi dei suoi truffati. È questa l'Italia che sogniamo.

Ovviamente ci raccontano che lo fanno solo per salvaguardare la nostra privacy.

Ti ringrazio Silvio, ma io non ho nulla da nascondere, potevi anche evitare il disturbo.


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Siam tre piccoli nonnini

scritto direttamente dall'Inferno da peppemanga il domenica, 14 giugno 2009,11:16

Capita a volte di ritrovarsi sul treno che dall'università porta a casa e di essere così stanchi da voler scollegare letteralmente il cervello.
Può darsi che la stessa volta il fato abbia voluto collocare su quello stesso treno tre vecchiacci che si conoscono e che si sono incontrati per caso, e ai quali, dopo i soliti convenevoli, non sia venuto in mente niente di meglio che sedersi vicino a te e intavolare una bella discussione che riguardi la politica e le valutazioni post-elettorali.
Capita a volte che questi tre vecchiacci siano:

Vecchiaccio n°1: un lavoratore emigrato in Campania che ritorna al proprio minuscolo paese dell'entroterra siciliano.

Vecchiaccio n°2: un uomo che pare si sia ingoiato un ippopotamo di ritorno da una crociera con la moglie.

Vecchiaccia: moglie del vecchiaccio n°2.

Capita a volte che questi vecchiacci siano berlusconiani convinti.
E tu che vorresti rilassarti e dimenticare la giornata schifosa che hai passato ti ritrovi ad ascoltare forzatamente le cazzate che escono dalle bocche dei mummificati di cui sopra.
Ecco un brevissimo sunto del discorso durato circa un'ora e mezza.

Vecchiaccio n°1: Stavo pensando per tenere occupata la mente che alla fine delle elezioni tutti hanno vinto e nessuno ha perso.

Vecchiaccia: ormai Franceschini non sa più che cosa dire pur di non ammettere che ha vinto Silvio.

Mente del sottoscritto: si aspettava il 45% e ha preso il 35%...

Vecchiaccio n°2: ma è normale che il PD ha perso, hanno fatto la campagna elettorale solo sul gossip, anzi, la campagna elettorale l'ha fatta Veronica. Che ci interessa a noi di quello che fa Silvio nella sua vita privata?!

Mente del sottoscritto: certo, che ci interessa se il presidente del consiglio fa le orge, già che c'è potrebbe anche fare il travestito nei locali a luci rosse la notte, in fondo è solo la sua vita privata. Questo sommato a tutti i crimini che ha commesso lo rende davvero una brava persona sotto tutti i punti di vista.

Vecchiaccio n°1: e poi quella povera ragazza, Noemi, non la lasciano in pace. Silvio potrebbe essere suo nonno...

Mente del sottoscritto: appunto

Vecchiaccio n°1: e poi è meglio che al parlamento europeo ci mandiamo le belle ragazze invece di quei vecchi che hanno 80 anni e ancora fanno politica.

Mente del sottoscritto: questa è bella, ti sei mai chiesto quanti anni ha il tuo caro Silvio? Comunque, a parte questo io preferirei candidare qualcuno al parlamento europeo perché è una persona valida, e non perché ha una bella faccia.

Vecchiaccia: quelli di sinistra invece avevano Rita Levi Montalcini, vuoi mettere...

Mente del sottoscritto: è un premio nobel, cretina!

Vecchiaccia:e speravano che lei non si assentasse mai altrimenti sarebbe caduto il governo, la andavano a prendere anche se era mezza morta. Invece Silvio sì che sa governare, hai visto che macchina si è messa in moto in Abruzzo?

Mente del sottoscritto: se voi vecchi bacucchi aveste internet potreste sapere ciò che la TV non dice, cioè che in Abruzzo la gente sta reclamando per avere condizioni di vita almeno accettabili.

Vecchiaccio n°2: e perché, allora vogliamo parlare della monnezza di Napoli, è completamente scomparsa.

Mente del sottoscritto: no, sono scomparse le telecamere.

Pausa di riflessione prima di sparare l'ultima cazzata.

Vecchiaccio n°1: io ho gli anni di contributi per andare in pensione, ma non raggiungo gli anni di età per colpa della legge che hanno fatto i compagni, speriamo che Silvio tolga il limite dell'età anagrafica.

Agghiacciante!


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Fermare il vento con le mani

scritto direttamente dall'Inferno da peppemanga il sabato, 16 maggio 2009,17:50

Ho l'impressione che si voglia fermare il vento con le mani, ma chi di dovere, tutto preso nel proprio furore di preservazione della nobile e pura razza italiana, non se ne rende conto.

Si sono messi in testa la fantasiosa idea di fermare i flussi migratori attraverso l'uso di respingimenti, ronde notturne e assurde norme che rendono più difficile la regolarizzazione degli immigrati. Si sono messi in testa che tutto questo basterà a fermare l'immigrazione in un paese che ha 7000 chilometri di coste ed è il ponte che permette ai migranti di entrare in Europa.

Credo che l'immigrazione si possa rallentare ma non si possa fermare, fin dalla sua comparsa sulla Terra l'uomo è andato in cerca di condizioni migliori in altri luoghi e quando la gente è disperata e non ha più nulla da perdere non si ferma davanti a niente e prova in tutti i modi di tenere accesa almeno una scintilla di speranza. Che ci piaccia o no il nostro paese, in questa parte della nostra storia, sarà attraversato da flussi migratori, e non ci saranno respingimenti o leggi di stop che tengano. Quindi se osservassimo con lucidità la realtà dovremmo capire che siamo di fronte ad un bivio e dobbiamo scegliere se alimentare l'intolleranza, la paura del diverso, e creare minoranze etniche emarginate e ostili (cosa nella quale riuscirà benissimo il governo con la nuova legge sull'immigrazione), oppure tentare di creare una società che considera la diversità un valore e si sforza per trarne il massimo beneficio.

Questo governo non vuole un Italia multietnica e crede che ciò sia una vergogna, io credo che invece un'Italia multietnica la sogno. Sogno un'Italia nella quale la presenza di più culture che si intrecciano tra di loro sia un'occasione di arricchimento. Ma questa è solo una questione di punti di vista.

Il presidente Napolitano dice che «non possiamo permetterci di dimenticare che siamo la parte ricca di questo pianeta», ma di questo passo ci ritroveremo ad essere un paese chiuso in se stesso, che tenta e crede di essere impermeabile alle altre culture e che intanto sta creando dentro di sé le armi per la propria distruzione. Pian piano ci ritroveremo ad essere un paese culturalmente povero che cerca di fermare il vento con le mani e non si accorge che è inutile.


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Il pianto dei dormienti

scritto direttamente dall'Inferno da peppemanga il venerdì, 27 marzo 2009,15:37

Una notte come tante il dottor Orfei si trascinava come un sonnambulo per i corridoi del “Dormitorio”. Immerso nella tenue luce blu che proveniva dalle stanze, cullato dalla dolce musica che usciva dall'impianto di filodiffusione si lasciava trasportare dal flusso dei suoi pensieri contraddittori, evento eccezionale per un luminare del suo calibro nel campo della medicina, che non aveva mai avuto un'incertezza sulla validità delle sue scoperte e delle sue convinzioni etiche. Alla soglia dei centoquattordici anni i dubbi, come vigliacchi ladri di sogni, lo pugnalavano alla schiena e lo costringevano a mettere in discussione quel Grande Progetto che adesso gli sembrava un'assurdità.

Eppure era stato lui nel 2027 l'inventore del “Dispositivo per la Esistenza Assistita”, era stato lui il primo e più accanito sostenitore della legge approvata pochi anni dopo dal Parlamento che prevedeva il prolungamento obbligatorio ad oltranza della vita per chiunque, era stato lui a desiderare fortemente di sconfiggere la morte una volta per tutte ed era stato proprio lui a riuscirci.

Il DEA riusciva a regolare tutti i flussi biologici di un essere umano, a idratare i tessuti, ad alimentare il corpo, a fornire la respirazione artificiale, a far battere il cuore e a mandare impulsi elettrici al cervello. In questo modo erano garantite tutte le funzioni biologiche dei pazienti che erano caduti in uno stato di coma e persino quelle di chi sarebbe dovuto morire naturalmente ma che in realtà rimaneva in un limbo che era difficile da definire. Per questo era stato coniato il nuovo termine di “dormienti” per tutti coloro che man mano venivano sottoposti alle cure del DEA e ne restavano legati per l'eternità. I dormienti erano ospitati dentro strutture all'avanguardia chiamate “Dormitori”, che garantivano tutti i comfort di un albergo a cinque stelle, come se si volesse conservare l'illusione di una vita del tutto normale.

Il dottore entrò nella stanza dove dormiva Lara, la prima persona sulla quale l'esperimento del DEA era perfettamente riuscito, la prima dormiente, che adesso aveva centocinquantasei anni. I suoi bellissimi occhi azzurri fissi nel vuoto erano l'unica cosa che poteva ricordare ciò che Lara era stata un tempo. Il dottore aveva visto milioni di volte quegli occhi che si riempivano costantemente di lacrime per consentirne l'idratazione ma quella notte gli sembrarono una lama affilata che si conficcava all'interno del suo cuore. Quella notte gli sembrò che Lara stesse davvero piangendo, intrappolata nella prigione del nulla, sospesa con un filo invisibile tra la vita e la morte, e se avesse potuto urlare l'avrebbe fatto, implorando di essere lasciata finalmente al suo destino. Allora Orfei, per la prima volta nella sua vita, si chiese che senso poteva avere un'esistenza del genere, passata per l'eternità in un letto, dentro una stanza perfettamente arredata, con quadri alle pareti che Lara non avrebbe mai potuto vedere, con una finestra fuori dalla quale scorreva la vita reale totalmente estranea a Lara, con della bella musica che invadeva tutte le stanze con la quale Lara non si sarebbe mai più potuta emozionare.

Improvvisamente si sentì profondamente stupido e vide crollare come un castello di carte davanti ai suoi occhi tutto ciò in cui aveva creduto. Si rese conto che l'uomo è un essere assolutamente stupido che non riesce a rassegnarsi ad un evento naturale come la morte e ha l'arroganza di voler sovvertire le più basilari leggi che regolano l'universo.

Si avvicinò al volto rugoso e deformato in una smorfia perenne di Lara, prese il suo fazzoletto e le asciugò gli occhi bagnati dalle lacrime. Si sentì responsabile di aver condannato migliaia di persone ad uno stato peggiore della morte e l'insopportabile peso dei sensi di colpa accese nei suoi occhi una scintilla di follia.

Il giorno dopo non appena arrivarono le luci del primo mattino ad invadere violentemente la stanza trovarono il suo corpo riverso su quello di Lara che finalmente aveva smesso di piangere.


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